Elena La verde è al di fuori dalle strade battute, fuori da correnti artistiche conosciute, non accetta censure che la limitano nei suoi molteplici giochi artistici dal taglio nettamente drammatico.
Ha plasmato molte donne che di donne non hanno nulla, ma lei tali le dichiara e bisogna crederle. Sono donne prigioniere, recluse, trasformate. Sono miti femminili. Lei esprime la loro essenza, non il loro corpo da sempre conosciuto.
Diceva Walter Benjamin che "...tutto il retroterra di un oggetto è il destino dell'oggetto stesso. La sua anima..." assieme a Benjamin anche Arthur Dando e tutti i coloro che hanno parlato di trasfigurazione dell'oggetto
banale,
hanno fatto ruotare il fulcro della riflessione intorno alla possibilità di far slittare il senso
dei concetti. Trasformando l'oggetto come divenuto feticcio restituito al suo carattere sacrale, frammento di
memoria antica.
Scrive David Bianco "....Elena La Verde sul tema dell'opposizione...ha dedicato opere/frammento quali Tra le montagne il sole, Il lungo sonno, Oltre l'orizzonte...